Correntini, da scarto a risorsa


La torre per le riprese televisive allo stadio comunale di Bellinzona è un esempio concretodi economia circolare che diventa anche memoria condivisa. Immagine: Henrik Bang


La torre per le riprese televisive allo stadio comunale di Bellinzona è un esempio concretodi economia circolare che diventa anche memoria condivisa. Immagine: Henrik Bang
ECONOMIA CIRCOLARE. La torre per le riprese televisive allo stadio comunale di Bellinzona è un esempio virtuoso di economia circolare e riutilizzo di legno «vecchio», di impegno e di attenzione di una città per l’ambiente e per la sostenibilità.
Il concetto di economia circolare guadagna sempre più attenzione come risposta sostenibile alle sfide ambientali e alle risorse limitate del pianeta. In questo contesto, il legno emerge come un materiale chiave, non solo per le sue proprietà intrinseche, ma anche per il suo potenziale nel promuovere pratiche di produzione e consumo responsabili, come pure nello stimolare l’innovazione. E in un ciclo virtuoso, rigenerabile e sostenibile, anche il legno da scarto o da rifiuto può essere valorizzato e tornare a materia prima di qualità.
La nuova torretta stampa dello stadio comunale di Bellinzona è sicuramente un esempio interessante in quanto i correntini del tetto delle Scuole Nord, rimossi dal progetto di ristrutturazione, non sono finiti in discarica, bensì sono stati trasformati in legname di copertura, come spiega con orgoglio Henrik Bang, direttore di federlegno.ch e municipale di Bellinzona, all’origine del processo di recupero. «La storia della città si intreccia con i materiali che l’hanno costruita. Negli stessi anni in cui nasceva l’Associazione calcio Bellinzona (1904), l’ossatura del tetto delle Scuole Nord (costruzione 1906–1907) veniva costruita con legno di abete tagliato presumibilmente all’inizio del ’900. Dopo oltre un secolo, il legno torna a nuova vita per rivestire con eleganza la torretta nel cuore del campo di calcio, a pochi metri dalle scuole comunali».
La torre è interamente in legno ed è stata realizzata dall’azienda Laube di Biasca con processi costruttivi a secco che riducono significativamente le emissioni di CO2, una scelta anch’essa orientata a un approccio innovativo e rispettoso dell’ambiente. Henrik Bang: «Ogni elemento della struttura è stato progettato per essere riutilizzabile e, a fine vita, completamente riciclabile, compresa la struttura di ancoraggio in acciaio. La struttura può infatti essere smontata e rimontata per permettere l’eventuale realizzazione di una nuova tribuna. Sin dalle prime fasi progettuali era chiaro che questa torre dovesse incarnare un’idea di modernità e sostenibilità. Ci si è ispirati a tutti i principali fattori che definiscono un edificio davvero sostenibile: non solo l’aspetto ambientale – troppo spesso evocato come slogan – ma anche la sostenibilità economica, sociale, tecnica e culturale. Possiamo quindi affermare con convinzione che questo manufatto rappresenti un esempio concreto di sostenibilità a 360 gradi».
La realizzazione della torre è il frutto della collaborazione tra la città e federlegno.ch, come evidenzia il suo direttore. «L’opera rappresenta l’impegno di Bellinzona per un futuro responsabile, dove la memoria storica convive armoniosamente con l’innovazione, la tradizione con la sostenibilità. Dalla messa in opera al collaudo sono trascorsi appena 90 giorni, nonostante le sfide tecnico- organizzative significative e i tempi strettissimi da rispettare: dalla progettazione esecutiva alla produzione. La rapidità dei processi, la qualità architettonica e l’eccellenza tecnica sono rimaste intatte, rendendo quest’opera un simbolo di innovazione. Un gesto concreto di economia circolare che diventa anche memoria condivisa, dove ciò che apparteneva al passato continua a far parte delle partite della squadra granata, orgoglio di molti appassionati tifosi».
Veröffentlichung: 12. März 2026 / Ausgabe 11/2026
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