Il futuro degli spazi che abitiamo


Bottea di Mario Botta per Riva1920, uno sgabello dalle forme geometriche pure in legno di rovere proveniente da barrique. Immagine: Curzio Castelli


Bottea di Mario Botta per Riva1920, uno sgabello dalle forme geometriche pure in legno di rovere proveniente da barrique. Immagine: Curzio Castelli
Salone del Mobile. L’edizione 2026 ha rivelato un’ampia gamma di stili, dalle linee minimaliste a reinterpretazioni di classicismi intramontabili. La collaborazione tra designer emergenti e marchi storici ha portato una ventata di freschezza e originalità.
Il Salone del Mobile ha celebrato la creatività e la visione di un futuro più responsabile, dimostrando che il design può e deve essere un catalizzatore di cambiamento. Le novità presentate non sono solo tendenze da seguire, ma veri e propri segnali di un’evoluzione culturale e sociale che incide sui modi del vivere contemporaneo: uno spazio multifunzionale che sperimenta l’uso di materiali intelligenti e interattivi, capaci di adattarsi alle esigenze quotidiane degli utenti, che si affida alla domotica per rendere più efficienti e personalizzabili gli spazi, che privilegia materie prime riciclabili e processi di produzione a basso consumo energetico.
Linguaggio, visione e identità culturale che trovano risposta negli oggetti dei designer «under 35» in mostra al SaloneSatellite, una nuova generazione di progettisti che riscopre il potere tattile, umano e poetico di un sapere artigiano rinnovato, capace di dialogare con la tecnologia e di inserirsi in contesti produttivi di alta gamma, senza perdere la sua forza espressiva. Con il tema «Maestria artigiana + Innovazione», il SaloneSatellite rimette al centro l’artigianato come approccio progettuale che apporta unicità e autenticità a processi standardizzati, dando forma a nuove possibilità espressive e produttive.
Il «fatto a mano» diventa una pratica consapevole che reintroduce materiali naturali, tecniche locali, scarti rigenerati, produzioni lente, cura e dedizione per ritessere i legami tra oggetto e persona.
Innovazione progettuale, apertura e responsabilità sono il denominatore comune dell’esposizione collettiva «Shared Matter» organizzata dalla fondazione per la cultura Pro Helvetia in collaborazione con Presenza Svizzera nell’ambito dei FuoriSalone. Le sei opere in mostra, valorizzate da una scenografia grafica monocromatica, hanno posto l’accento su pratiche di design collaborativo in dialogo con partner internazionali come l’incontro tra lo studio svizzero iiode e quattro aziende europee che ha portato alla creazione di Re27, una lampadina LED sostenibile caratterizzata da una luce naturale modulabile grazie a un design basato sul riciclo.
Il design è fatto di oggetti e modi di essere, anche etici. Manifesto di sostenibilità unito all’espressione del saper fare artigianale, la panca Bottea disegnata da Mario Botta per Riva1920 è uno dei sei best seller in edizione limitata del progetto «100+6» che l’azienda di Cantù ha presentato in fiera per mostrare come il legno massello naturale si trasforma in arredo. Bottea è una seduta in legno di barrique recuperato, ottenuta da doghe incollate tra loro, la cui sezione curvilinea ne definisce il comfort. Le gambe, sviluppate in continuità con i fianchi della panchetta, si innestano alla seduta tramite tradizionale incastro a coda di rondine; a completare il tutto un cuscino in pelle con cuciture a vista.
Edizioni limitate, pezzi esclusivi, antiquariato e alta manifattura creativa hanno fatto il loro debutto in un nuovo spazio espositivo – il Salone Raritas – in cui oggetti straordinari, pensati per durare, definiscono l’identità di interni pubblici e privati come nessun arredo seriale riuscirebbe a fare. Un luogo in cui il progetto si muove tra arte e design, tra produzione e ricerca, ridefinendo le possibilità del contemporaneo. Un innesto inedito, non separato ma integrato nella vastità della fiera milanese che intercetta la crescente domanda di pezzi rari e iconici per un pubblico attento alla qualità e all’unicità.
Veröffentlichung: 30. April 2026 / Ausgabe 18/2026
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