Luce dai funghi e dal legno

I ricercatori dell'Empa stanno sviluppano un metodo per rendere il legno bioluminescente utilizzando un fungo. Immagine: Benjamin Derge

Innovazioni sostenibili.  Biomateriali, fibre naturali e materiali di riciclo avanzato assumono un ruolo significativo in quanto aprono nuove prospettive per un futuro più green e responsabile in risposta a una sempre più crescente consapevolezza ambientale.

Trarre ispirazione dalle foreste e dalle sue proprietà celate, sperimentare attraverso l’uso della tecnologia processi che già esistono in natura per creare prodotti innovativi e sostenibili: è quanto sta facendo il team del ricercatore micologo Francis Schwarze del laboratorio «Cellulose & Wood Materials» dell’Empa che sta lavorando per dare al legno una nuova funzionalità: ricreare in laboratorio la bioluminescenza dei funghi (fenomeno già descritto da Aristotele 2400 anni fa) per ottenere dal legno un materiale luminoso che potrebbe essere usato per dare a mobili di design, rivestimenti ed elementi architettonici la capacità di illuminarsi al buio senza bisogno di elettricità.

Le foreste svizzere si caratterizzano sempre più di latifoglie piantate per combattere il cambiamento climatico e il bostrico, una risorsa che prima di finire come legna da ardere, rilasciando quindi nell’atmosfera la CO2 immagazzinata, dovrebbe trovare soluzioni più sostenibili. Una possibilità è quella di dotare il legno di nuove proprietà – in termini tecnici e di funzionalità – e trasformarlo, ad esempio, in legno magnetico, impermeabile o ancora luminoso grazie alla bioluminescenza naturale, un fenomeno attraverso il quale alcuni organismi viventi, come i funghi, rilasciano energia sotto forma di luce.

Legno luminoso

A differenza di altri studi, la ricerca dell’Empa prende in esame legno in decomposizione, ampliando così le possibilità applicative delle piante. Il progetto trae inspirazione dall’effetto della luciferina (lo stesso delle lucciole) che brilla come risultato dell’attività enzimatica di sottilissimi fili fungini che penetrano e si intrecciano all’interno del legno. I ricercatori hanno dapprima selezionato e analizzato in laboratorio i funghi luminescenti in natura, e testato diversi tipi di legno, creando poi le condizioni ideali per far crescere il chiodino senza anelli (Desarmillaria tabescens) nel legno di balsa (Ochroma pyramidale).

Processo in laboratorio

Dopo tre mesi di incubazione in un ambiente molto umido, la balsa assorbe otto volte il suo peso e i filamenti del fungo (che amano l’umidità) penetrano nel legno, decompongo la lignina (conferisce al legno rigidità) ma non compromettono la cellulosa e quindi la stabilità complessiva del materiale. A contatto con l’aria, si attiva la reazione enzimatica nel legno che emana un bagliore verde per dieci giorni. I ricercatori stanno perfezionando la tecnica per aumentare l’intensità (l’efficienza dei funghi luminescenti è del 2 % contro il 40 % delle lucciole) e la durata dell’effetto luminoso. La loro ambizione è creare un innovativo materiale bioluminescente per sistemi a basso consumo energetico che illuminano case e spazi pubblici in modo sostenibile.

www.empa.ch

Milano Design Week

A Milano saranno dal 7 al 13 aprile molti i luoghi in cui i materiali saranno protagonisti: dal Salone del Mobile, dove esporranno i produttori tradizionali di materiali per il settore legno- arredo e interni, al Fuorisalone con eventi disseminati in tutta la città, all’interno di showroom oppure organizzati in mostre collettive. Tra queste, Materially presenterà negli spazi di Superstudio Più «The Scale of Commitment», un evento su due livelli: uno espositivo sensoriale, reso tangibile dai materiali in mostra e dalla dimensione umana dell’approfondimento maieutico, e uno scientifico supportato dai dati misurati e restituiti attraverso l’interazione digitale. ca

www.fuorisalone.it

Vania Castelli

Veröffentlichung: 27. März 2025 / Ausgabe 13/2025

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