Il prof va in pensione

Felice Guidotti (a destra con Hans Jörg Frei e Aldo Bugada) è stato un attento educatore che ha saputo ascoltare le esigenze dei ragazzi, guidandoli verso il mondo del lavoro. Immagini: Vania Castelli

Felice Guidotti.  Per 33 anni è stato «il maestro», ora è tempo di andare in pensione. Felice Guidotti ha accostato la porta dell’aula 036 della Spai di Bellinzona, ricordando i tanti apprendisti che sono diventati falegnami anche grazie a Lui.

La storia di questi lunghi anni di insegnamento la ripercorriamo con Felice Guidotti, come in un film. Ricorda bene i visi e le voci dei tanti e tanti apprendisti, con i quali ha condiviso l’entusiasmo ma anche le fatiche dell’imparare la bella arte del falegname. E ricorda bene la sua crescita professionale: apprendista falegname nel 1965 alla scuola Arti e mestieri di Bellinzona oggi Spai, diploma, impiego in diverse ditte ticinesi e romande (Losanna, Montreux, Giura, Bienne), maestria nel 1981 a Ginevra, prime supplenze in Ticino nel 1983, docente a tempo pieno dopo aver frequentato l’istituto di pedagogia di Losanna. Felice Guidotti non è un docente qualsiasi, non ha pensato solo a insegnare ciò che il programma scolastico richiede per le materie tecniche (disegno, calcolo e conoscenze professionali), ma è stato un attento educatore, che ha saputo ascoltare le esigenze dei ragazzi, guidandoli verso il mondo del lavoro. Ora si apre il capitolo del meritato riposo, anche se di riposo proprio non si può parlare perché in autunno sarà a Olivone per la settimana montana che ha contribuito a rendere un’esperienza arricchente per gli apprendisti del primo anno.

Schreinerzeitung: Quali le ragioni che l’hanno spinta ad abbracciare la professione di docente ma prima ancora di falegname?

Felice Guidotti: Non ho seguito le orme di mio padre che era muratore, e nemmeno quelle dei miei nonni che erano contadini, ma da loro c’era il banco da falegname che serviva per costruire attrezzi da lavoro e qualche piccolo mobile … vedevo la cura e l’amore che ci mettevano e questo amore mi ha portato a voler essere falegname. Riuscire a trasmettere la passione con la quale i falegnami vivono il loro lavoro, è stato il passo successivo, sostenuto anche dalle lunghe chiacchierate con un amico di Bienne che era insegnante. Come molti, mi sono chiesto se avessi scelto la strada giusta … se nel mio piccolo ho contribuito ad aiutare i ragazzi nello sviluppo di sé, allora la risposta non può essere che affermativa.

Un bilancio di questi 33 anni d’insegnamento?

Direi più che positivo grazie ai colleghi docenti, anche di altre professioni con i quali c’è stata una bella collaborazione su temi comuni, e soprattutto all’associazione che si è sempre dimostrata molto attenta a sostenere e a volere una formazione di qualità, una scuola come quella di Gordola. Ma la cosa più bella è ritrovare allievi che diventano amici e colleghi, e avere i loro figli.

Come è cambiato l’insegnamento?

Sai meglio come trattare i vari aspetti le- gati alle conoscenze professionali: ci sono normative precise e libri di testo, anche se alla fine spetta sempre al docente sapere cosa sia più importante insegnare, e per fortuna.

E gli apprendisti?

Già 30 anni fa c’era chi faceva il furbo o che era debole nel calcolo e nella lettura, forse però chi si applicava era la maggioranza e la scelta era più consapevole: sapevano che dovevano conseguire dei buoni risultati per essere bravi falegnami.

Quali i ricordi più belli?

Difficile dire, sono tanti … la bella esperienza della settimana di Olivone, una proposta nata da Hans Jörg Frei, o il progetto d’arredo dell’aula 036 della Spai di Bellinzona che ha permesso di collegare l’apprendista con l’esperienza diretta del costruire. Un progetto reale condiviso con gli istruttori di Gordola, amici prima che colleghi di lavoro, e con gli allievi stessi perché per me la collaborazione è un aspetto importante.

In pensione da settembre, cosa le mancherà?

Il primo giorno di scuola … scherzo. Rimango vicino all’associazione, se hanno bisogno di me, io ci sono sia per la settimana di Olivone sia per gli SwissSkills o altro ancora. Avrò però più tempo per qualche viaggetto, la montagna, il rustico ma soprattutto la famiglia. Ce ne sono di cose da fare!

CA

Veröffentlichung: 24. August 2017 / Ausgabe 34/2017

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